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Come fare la fattura elettronica

Forfettari: guida alla fattura elettronica

A partire dal 1/01/2024 tutti i forfettari saranno soggetti all’obbligo dell’emissione della fattura elettronica.

Per una corretta predisposizione della fattura elettronica per le partita IVA in regime forfettario, i forfettari dovranno prima di tutto impostare nel programma utilizzato per l’emissione della fattura il proprio regime fiscale che è identificato dal codice “RF19”.

Al fine di rendere maggiormente visibile al proprio cliente il regime forfettario si consiglia di inserire nel corpo della fattura le seguenti diciture:

Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, l. n. 190 del 2014 così come modificato dalla l. n. 208 del 2015 e dalla l. n. 145 del 2018“;

Operazione non soggetta a ritenuta d’acconto ex art. 1, comma 67 della Legge 190/14

Dopo avere impostato il regime fiscale devono essere impostati i seguenti codici:

codice tipo documento che dovrà essere o “TD01” (fattura) per gli imprenditori che svolgono un’attività di impresa o il “TD06” (parcella) per i professionisti;

codice natura IVA “N2.2” (altri casi delle operazioni non soggette)

Nella fattura dovrà essere indicata la Cassa di Previdenza del contribuente, l’aliquota contributiva e l’importo dovuto evidenziando anche per questo il codice natura “N2.2”.

Qualora l’operazione fatturata sia di importo superiore ad euro 77,47 sarà dovuta l’imposta di bollo pari ad euro 2,00.

L’importo dell’imposta di bollo dovuto per le fatture emesse in ogni trimestre solare sarà determinato mediante il servizio web presente nel portale “fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate e versata per ciascun trimestre solare entro il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28/29 febbraio.

Nel caso in cui si voglia addebitare il costo del bollo al cliente lo stesso dovrà essere sommato all’imponibile per la determinazione del contributo previdenziale.

Atteso che la fattura elettronica, anche per le partite IVA in regime forfettario, come ogni altro documento elettronico a valenza fiscale, deve essere sottoposta a conservazione elettronica che non è una semplice memorizzazione su PC, bensì un processo tecnico regolamentato dalla legge. A tal fine si consiglia di aderire al servizio di conservazione e quello di consultazione delle fatture elettroniche offerto gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate nel portale “Fatture e Corrispettivi“.

Articolo a cura di Stefano Vignolo, Dottore Commercialista

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