20 Nov Il bilancio di sostenibilità
Sostenibilità e Bilancio
Il Bilancio di Sostenibilità: Cos’è, importanza e come redigerlo.
Negli ultimi anni, il tema della sostenibilità è diventato cruciale per aziende di tutte le dimensioni. In questo contesto se da un lato il “bilancio di sostenibilità” si sostanzia in un nuovo adempimento dall’altro rappresenta uno strumento fondamentale per dimostrare l’impegno di un’azienda nei confronti dell’ambiente, della società e della buona governance aziendale.
L’azienda, infatti, rappresenta, nel sistema economico-produttivo, il soggetto principe delle iniziative legislative ed economiche realizzate in ambito di sostenibilità (ESG). Talvolta l’azienda, sebbene non ancora obbligata ad adottare questo nuovo adempimento (mancato superamento dei nuovi limiti dimensionali), si ritrova coinvolta, in un processo a cascata, a dover rispettare tale obbligo perché richiesto, a sua volta, da uno specifico interlocutore (spesso un cliente o un fornitore) obbligato ad adempimenti di disclosure quali componenti della loro catena del valore.
Vediamo di cosa si tratta, quali sono i suoi obiettivi, i vantaggi e le linee guida principali per la sua redazione.
Cos’è il Bilancio di Sostenibilità (ESG: Environmental-Social-Governance)
Il bilancio di sostenibilità è un documento che fornisce una panoramica completa e dettagliata delle “attività e delle politiche aziendali” orientate alla sostenibilità. In particolare, riporta informazioni su:
1. Impatto ambientale – Emissioni di CO₂, utilizzo di risorse naturali, gestione dei rifiuti, ecc.
2. Responsabilità sociale – Pratiche di inclusione, sicurezza sul lavoro, la parità di genere, rapporti con le comunità locali.
3. Governance aziendale – Trasparenza, etica, meccanismi di controllo, rispetto delle normative.
I campi sopra richiamati sono solo alcuni di quelli con cui ogni singola azienda può confrontarsi ma l’obiettivo rimane quello di fornire una visione complessiva delle “azioni sostenibili” dell’azienda stessa e delle sue future strategie per minimizzare l’impatto ambientale e migliorare il benessere sociale.
L’Importanza del Bilancio di Sostenibilità
Redigere un bilancio di sostenibilità non è solo una scelta etica, ma è anche “strategico” per diverse ragioni:
1. Reputazione e Immagine: Sempre più consumatori e investitori preferiscono aziende impegnate nella sostenibilità. Un bilancio dettagliato e trasparente è un mezzo efficace per dimostrare la serietà del proprio impegno.
2. Accesso ai Capitali: Investitori e istituzioni finanziarie danno priorità ad aziende con buoni punteggi ESG (Environmental, Social, and Governance). Un bilancio di sostenibilità ben strutturato può migliorare l’accesso a finanziamenti agevolati.
3. Compliance Normativa: In molti paesi, le aziende sono tenute per legge a redigere un bilancio di sostenibilità. L’Unione Europea, ad esempio, ha introdotto normative sempre più stringenti, come la Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che richiede trasparenza sui criteri di sostenibilità.
4. Efficienza Operativa e Riduzione dei Costi: Attraverso un’analisi delle attività sostenibili, le aziende possono individuare aree di inefficienza e ridurre sprechi energetici e di risorse, abbattendo i costi.
Come Redigere un Bilancio di Sostenibilità
La redazione del bilancio di sostenibilità richiede un processo strutturato e organizzato. Ecco i passaggi principali:
- Definire l’Obiettivo e il Perimetro del Bilancio
- Scopo: Chiarire perché l’azienda vuole redigere un bilancio di sostenibilità. È per rispettare obblighi normativi, migliorare la trasparenza verso gli investitori e per rafforzare il proprio impegno verso la sostenibilità;
- Perimetro: Stabilire quali aspetti dell’attività aziendale saranno inclusi. Il perimetro potrebbe coprire tutta l’azienda o solo specifiche aree operative, e potrebbe estendersi anche ai fornitori e alla catena del valore;
- Scegliere quali standard adottare: Infatti, è molto importante per mantenere la coerenza e la comparabilità la corretta scelta dello standard da adottare. Se l’azienda mira a un bilancio completo, potrebbe utilizzare i “GRI Standards”; se invece si desidera un focus su aspetti finanziari legati alla sostenibilità, il “SASB” e il “TCFD” sono opzioni valide. Alcune aziende combinano diversi standard per rispondere alle esigenze di trasparenza richieste da diversi gruppi di stakeholder.
- Identificazione degli Stakeholder e dei Temi Materiali: Un’azienda deve innanzitutto individuare i principali portatori di interesse (dipendenti, clienti, comunità locali, investitori) e i temi più rilevanti per ciascuno di loro. Le pratiche comuni includono sondaggi, interviste, workshop e focus group. La comprensione delle loro aspettative permette di orientare i contenuti del bilancio verso aspetti significativi.
3. Raccolta e Analisi dei Dati: I dati sono il cuore del bilancio di sostenibilità. L’azienda deve monitorare, solo per semplificare, i propri consumi energetici, le emissioni, le attività sociali e i criteri di governance. La materialità è un processo di valutazione delle tematiche di sostenibilità rilevanti per l’azienda e i suoi stakeholder. La metodologia più comune prevede di:
– Identificare i temi rilevanti (come cambiamento climatico, inclusione sociale, diritti umani);
– Valutare il loro impatto, sia sulla società sia sul business, attraverso un’analisi dei rischi e delle opportunità;
– Dare priorità alle tematiche, posizionandole in una matrice di materialità.
4. Definizione di Obiettivi e Strategie: Ogni bilancio di sostenibilità dovrebbe includere una sezione dedicata agli “obiettivi futuri” dell’azienda, come la riduzione delle emissioni o l’incremento della diversità sul luogo di lavoro.
5. Reportistica e Comunicazione: Una volta raccolti i dati, è importante presentare il bilancio in modo chiaro e accessibile, evitando eccessivi tecnicismi. Grafici, infografiche e un linguaggio semplice possono aiutare a rendere il documento più leggibile.
6. Verifica Esterna e Pubblicazione: Molte aziende optano per una verifica da parte di un ente esterno per aumentare la credibilità del bilancio. La pubblicazione del bilancio può avvenire sul sito aziendale o in forma cartacea, ma è sempre più comune preferire una “versione digitale” per ridurre l’impatto ambientale. Affidare il bilancio a un revisore esterno aumenta la credibilità. Le società di revisione certificano che i dati e le dichiarazioni siano conformi agli standard e verificabili.
La Redazione del Bilancio può prevedere una specifica “Struttura” per il bilancio di sostenibilità composto, generalmente, da diverse sezioni, quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo:
– “Lettera del CEO” o della dirigenza, che ribadisce l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità;
– “Introduzione e contesto” che spiegano la missione aziendale e il quadro normativo di riferimento;
– “Metodologia, materialità e Impegno con gli Stakeholder”, dove si spiega come sono stati identificati i temi principali;
– “Approfondimento sui pilastri ESG (Ambientali, Sociali, Governance)”, con dati e obiettivi specifici;
– “Risultati Economici” (creazione di valore economico e distribuzione), “Performance Ambientale” (emissioni, consumi, uso di risorse) e “Performance Sociale (benessere dei dipendenti, diritti umani, comunità);
– “Obiettivi futuri”, piani di miglioramento e conclusioni prevedendo un monitoraggio continuo stabilendo una periodicità per la redazione del bilancio (annuale o biennale) e monitorando costantemente gli obiettivi di sostenibilità per poter misurare i progressi, effettuare adeguamenti e mantenere aggiornati i dati sui KPI.
Scelta dello Standard di riferimento e Linee Guida
Per garantire uniformità e comparabilità, esistono diversi standard e linee guida internazionali per la redazione del bilancio di sostenibilità. I principali sono:
1. GRI (Global Reporting Initiative): Probabilmente il framework più usato, le linee guida GRI aiutano le aziende a comunicare in modo chiaro e comparabile il proprio impatto economico, sociale e ambientale. Il GRI è organizzato in tre standard universali (GRI 101, 102, 103) e in vari standard specifici per i temi (GRI 200 per l’economia, 300 per l’ambiente e 400 per il sociale). È adatto a tutte le tipologie di organizzazioni, indipendentemente dal settore o dalla dimensione.
2. SASB (Sustainability Accounting Standards Board): Questo standard è più focalizzato sui settori e aiuta le aziende a comunicare le informazioni rilevanti per gli investitori in base al tipo di attività. Creato per facilitare la comunicazione delle performance di sostenibilità rilevanti per gli investitori, SASB si focalizza su temi specifici per settore, rendendolo particolarmente adatto alle imprese quotate. Fornisce standard per 77 settori industriali e si concentra su informazioni che hanno impatti finanziari diretti. È spesso utilizzato insieme ad altri standard per offrire una visione più completa.
3. CDP (Carbon Disclosure Project): È uno standard specifico per la gestione delle emissioni di carbonio e del consumo di acqua. Utilizzato principalmente dalle aziende che vogliono mostrare i progressi nella riduzione dell’impatto ambientale. Il CDP è un’organizzazione no-profit che gestisce un sistema globale di divulgazione per le aziende, i governi e le città per rendicontare il loro impatto ambientale. È noto soprattutto per il questionario annuale che raccoglie dati su cambiamento climatico, uso dell’acqua e deforestazione. I risultati vengono poi pubblicati in un database pubblico, utile per gli investitori.
4. Integrated Reporting (IR): Integra informazioni finanziarie e non finanziarie in un unico documento, consentendo una visione completa della creazione di valore dell’azienda nel lungo termine. Basato su sei capitali (finanziario, manufatturiero, intellettuale, umano, sociale e relazionale, e naturale), si concentra sulla connettività e sulle interdipendenze tra i vari elementi di un’azienda.
5. ISO 26000: Non è uno standard per il reporting, ma una linea guida utile per stabilire quali pratiche aziendali siano responsabili e socialmente sostenibili. Fornisce un quadro completo sui principi di responsabilità sociale e sulle pratiche sostenibili, ma non include specifici indicatori o requisiti di rendicontazione.
6. TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures): Istituito dal Financial Stability Board (FSB), il TCFD si concentra su come le aziende gestiscono i rischi e le opportunità legati al cambiamento climatico. Le raccomandazioni si articolano su quattro aree chiave: governance, strategia, gestione del rischio e metriche e obiettivi. Il TCFD è ormai ampiamente adottato per la rendicontazione delle informazioni relative al cambiamento climatico, soprattutto nelle aziende finanziarie.
7. Normativa Europea (EU Taxonomy e CSRD): Con l’adozione della “CSRD” (Corporate Sustainability Reporting Directive) e l’introduzione della “EU Taxonomy”, l’Unione Europea mira a standardizzare e regolamentare il reporting ESG per le aziende. La “CSRD” impone requisiti di rendicontazione ESG alle aziende con una struttura e obblighi simili ai bilanci finanziari. La “EU Taxonomy” è un sistema di classificazione che definisce quali attività economiche sono considerate sostenibili.
Questi standard sono spesso usati in modo complementare, a seconda delle esigenze di comunicazione delle aziende e delle richieste dei loro stakeholder.
Esempio Pratico: I KPI di Sostenibilità
I principali KPI (Key Performance Indicators) utilizzati nella predisposizione di un bilancio di sostenibilità possono variare a seconda del settore e delle priorità dell’azienda, ma in generale si possono classificare in tre macro-aree:
– ambientale,
– sociale,
– economica.
Ecco un elenco dei KPI più rilevanti per ciascuna area:
- Indicatori Ambientali
- Emissioni di CO2 e gas serra: misurano la quantità di emissioni generate dalle attività aziendali;
- Consumo energetico: valuta l’energia utilizzata, divisa per fonti rinnovabili e non rinnovabili;
- Gestione dei rifiuti: include la quantità totale di rifiuti prodotti, la percentuale di riciclo e smaltimento sostenibile;
- Uso dell’acqua: monitora il consumo totale di acqua e la gestione delle risorse idriche;
- Impronta ecologica: misura l’impatto complessivo dell’azienda in termini di utilizzo delle risorse naturali,
- Efficienza energetica: rapporta il consumo energetico alla produzione o alle vendite.
- Indicatori Sociali
- Diversità e inclusione: percentuali di diversità di genere, età, etnia e disabilità tra i dipendenti;
- Tasso di infortuni sul lavoro: numero di incidenti rapportato al totale dei dipendenti; Formazione e sviluppo: ore medie di formazione per dipendente;
- Soddisfazione dei dipendenti: misurata tramite sondaggi interni o indici di turnover;
- Relazioni con la comunità: investimenti in progetti comunitari o iniziative sociali; Diritti umani: conformità alle norme e agli standard internazionali sui diritti umani.
- Indicatori economici
- Ricavi sostenibili: quota di ricavi derivante da prodotti o servizi sostenibili;
- Investimenti in ricerca e sviluppo (R&D): percentuale del budget destinato a progetti per migliorare la sostenibilità;
- Performance economica: utile netto, margine operativo lordo (EBITDA), ecc;
- Costo di gestione della sostenibilità: costi legati all’implementazione di iniziative sostenibili; Rischi e opportunità legati al cambiamento climatico: analisi e gestione dei rischi finanziari connessi ai cambiamenti climatici.
Questi KPI aiutano a monitorare e migliorare l’impatto complessivo di un’azienda in termini di sostenibilità e a comunicare efficacemente con gli stakeholder.
Sfide e Opportunità
Redigere un bilancio di sostenibilità è quindi un processo complesso ma essenziale per le aziende che vogliono allinearsi ai principi di trasparenza e responsabilità verso la società e l’ambiente.
Il bilancio di sostenibilità comporta alcune sfide, come la “raccolta dei dati”, che può essere complessa e costosa. Inoltre, le normative e le aspettative degli stakeholder sono in continua evoluzione, il che richiede un aggiornamento costante. Tuttavia, le opportunità superano le difficoltà: le aziende sostenibili hanno accesso a mercati più ampi, attraggono talenti e contribuiscono attivamente al benessere della comunità.
Conclusione
Il bilancio di sostenibilità è molto più di un semplice documento. È una dichiarazione d’intenti e un impegno verso un futuro migliore. Per le aziende, rappresenta un’opportunità per rafforzare la propria immagine, migliorare le relazioni con gli stakeholder e contribuire a un mondo più sostenibile. Seguire un approccio strutturato e trasparente nella redazione di questo bilancio non solo risponde alle aspettative normative, ma valorizza il ruolo dell’impresa come attore responsabile nel contesto economico, ambientale e sociale.
Articolo a cura di Alessandro Coppola, Dottore Commercialista
Consulenti di impresa
No Comments