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Rottamazione quinquies per IMU e TARI: cosa cambia per i tributi locali

A cura di Stefano Vignolo, Dottore Commercialista

La rottamazione quinquies si estende anche ai tributi degli enti locali, tra cui IMU e TARI. La legge di conversione del decreto fiscale 2026 ha infatti previsto la possibilità di definire in modo agevolato alcuni debiti affidati in riscossione dagli enti locali all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Si tratta di una misura di particolare interesse per contribuenti, imprese e professionisti che abbiano carichi pendenti relativi a tributi comunali e locali.

Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies

La definizione agevolata riguarda la totalità dei crediti affidati in riscossione dagli enti locali all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 2023.

Tra i tributi potenzialmente interessati rientrano, in particolare:

  • IMU;
  • TARI;
  • altri tributi locali affidati alla riscossione.

Quali somme devono essere pagate

Il contribuente che aderisce alla rottamazione quinquies dovrà versare esclusivamente:

  • le somme dovute a titolo di capitale;
  • le spese per le procedure esecutive;
  • i diritti di notifica.

La misura consente invece l’abbuono di:

  • sanzioni;
  • interessi.

Questo rappresenta un vantaggio significativo per chi ha debiti pregressi con il Comune o con altri enti locali, poiché permette di ridurre l’importo complessivo da corrispondere.

Rientrano anche le vecchie rottamazioni decadute

Un aspetto importante della norma riguarda la possibilità di includere nella nuova definizione agevolata anche i carichi tributari che erano già stati oggetto di precedenti rottamazioni, successivamente divenute inefficaci per mancato o ritardato pagamento degli importi dovuti.

In questo modo, anche i contribuenti decaduti da precedenti piani di definizione agevolata potranno valutare una nuova possibilità di regolarizzazione.

Pagamento in unica soluzione o a rate

Il pagamento delle somme dovute potrà avvenire:

  • in un’unica soluzione;
  • oppure in un massimo di 54 rate bimestrali.

In caso di pagamento rateale, saranno applicati interessi di rateazione pari al 3% annuo.

Le principali scadenze previste

La procedura seguirà un calendario preciso:

  • 30 giugno 2026: l’ente locale dovrà deliberare l’adesione alla rottamazione;
  • 15 settembre 2026: l’Agente della Riscossione metterà a disposizione dei debitori i dati relativi ai carichi definibili;
  • 16 settembre – 31 ottobre 2026: i contribuenti potranno presentare la dichiarazione di adesione;
  • 31 dicembre 2026: l’Agenzia della Riscossione comunicherà l’ammontare delle somme dovute;
  • 31 gennaio 2027: termine per effettuare il pagamento in unica soluzione o per avviare il piano rateale.

Perché è importante verificare la propria posizione

La rottamazione quinquies può rappresentare un’occasione utile per regolarizzare debiti relativi a IMU, TARI e altri tributi locali, riducendo il peso di sanzioni e interessi.

È tuttavia fondamentale verificare con attenzione:

  • se il proprio Comune o ente locale aderirà alla misura;
  • quali carichi risultano effettivamente definibili;
  • l’importo complessivo dovuto;
  • la convenienza tra pagamento unico e pagamento rateale.

Una valutazione preventiva consente di evitare errori, ritardi o decadenze dal beneficio.

Conclusioni

L’estensione della rottamazione quinquies ai tributi locali introduce una nuova opportunità per contribuenti e imprese che intendono sanare pendenze relative a IMU, TARI e altri carichi affidati alla riscossione.

Per comprendere se la misura possa essere applicata alla propria situazione, è consigliabile rivolgersi a un professionista e verificare tempestivamente la propria posizione debitoria.

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