Sospensione ammortamenti, bilancio d'esercizio, decreto mille proroghe

Sospensione ammortamenti

Il Decreto Milleproroghe (DL n. 198/2022), convertito nella Legge n. 14/2023, ha esteso il regime derogatorio della sospensione degli ammortamenti anche all’esercizio in corso al 31 dicembre 2023.

Non sembra che il legislatore abbia voluto vincolare tale scelta normativa a una specifica motivazione potendo, pertanto, ricondurre la sospensione degli ammortamenti ad una situazione “eccezionale” di crisi, dovuta all’incremento dei prezzi delle fonti energetiche causato dai conflitti in Ucraina e in Medio-Oriente.

Tale deroga consente di non effettuare fino al 100 per cento dell’ammortamento annuo del costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali.

La norma prevede espressamente che i soggetti che si avvalgono di tale facoltà devono destinare a una riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente alla quota di ammortamento non effettuata.

Il redattore del bilancio dovrà, inoltre, indicare nella nota integrativa:

– su quali immobilizzazioni ed in che misura non sono stati effettuati gli ammortamenti;

– le ragioni che l’hanno indotto ad avvalersi della deroga e l’impatto della deroga in termini economici e patrimoniali.

L’Amministrazione Finanziaria ha chiarito che il contribuente avrà la facoltà di dedurre fiscalmente le quote di ammortamento anche in assenza dell’imputazione a conto economico.

La scelta di sospendere in parte o in toto gli ammortamenti per l’esercizi o2023 dovrà essere contemplata con il principio della continuità aziendale quale fondamentale postulato previsto dai principi di redazione dei bilanci di esercizio.

Già nei bilanci 2021 e 2022, ma a maggior ragione per quello 2023, particolare attenzione andava e andrà posta sull’impatto degli ammortamenti, e della loro sospensione, rispetto alla continuità aziendale intesa quale “complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito”. Si ritiene, pertanto, che non tutte le Società potranno beneficiare di tale ulteriore deroga/sospensione ma soltanto quelle che riusciranno a dimostrare ed illustrare debitamente in nota integrativa che la loro attività abbia subito, direttamente o indirettamente, la “crisi” conseguente agli attuali conflitti bellici e alla difficoltà di reperimento delle materie prime oltre che all’innalzamento dei prezzi delle stesse. Crisi di cui si dimostrerà, tramite budget e piani industriali, il superamento in tempi idonei.

Articolo a cura di Alessandro Coppola, Dottore Commercialista e Revisore

Open Professionisti, Consulenti di Impresa

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