28 Feb Uso comune dello studio: riaddebito spese a soggetti terzi
Riaddebito spese ad altri soggetti per l’uso comune dello Studio
Il Decreto di riforma dell’IRES e dell’IRPEF (D. Lgs.192/24) ha modificato la determinazione del reddito di lavoro autonomo sostituendo l’art.54 del TUIR con gli artt. da 54 a 54 octies del TUIR.
Ill nuovo articolo 54 comma 2 lettera c) del Decreto del Presidente della Repubblica 917/86 (TUIR) disciplina il riaddebito ad altri soggetti delle spese sostenute dal professionista per l’uso comune degli immobili utilizzati per lo svolgimento dell’attività professionale.
La nuova disciplina chiarisce che ai fini reddituali le somme incassate per il riaddebito ad altri professionisti per l’uso comune degli uffici non costituiscono reddito di lavoro autonomo e quindi non rilevano quali componenti positivi di reddito.
Il professionista che risulta intestatario dei costi per la gestione dello Studio (affitto, utenze, condominio, nettezza urbana ecc.) e che provvede a richiedere agli altri professionisti dello Studio il rimborso pro-quota di dette spese dovrà emettere ai colleghi una fattura con IVA per il riaddebito. Quest’ultimo non costituisce per il professionista un componente positivo di reddito (corrispettivo) bensì dovrà essere sottratto all’ammontare dei costi sostenuti
I costi sostenuti dal professionista per i servizi comuni saranno, quindi, da questo dedotti solo parzialmente, vale a dire per la parte a lui riferibile e non anche per la parte riaddebitata agli altri professionisti.
Articolo a cura di Stefano Vignolo, Dottore Commercialista di Open Professionisti.
Open Professionisti, Consulenti di Impresa
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